De.licio.us Dada
Tag tristezza

di sabe
difficile credere a chi costantemente contrappone alle proprie parole, azioni di segno opposto.
e cosi vorresti partire per un viaggio che non inizia, per un viaggio che è già finito, per un viaggio che è già iniziato e non sai in che punto buttartici in mezzo.
alle volte sembra troppo tardi per tutto, alle volte sembra troppo tardi per darsi una possibilità, per darla a chi da sempre amiamo. e ci butto dentro la famiglia, gli amori passati, le persone (e non solo) che per-non-so-quale-motivo alla fine ho perso per strada.
perdere scegliendo di perdere o lasciare andare  fermandosi a guardare cosa accadrà.
e intanto ti ritrovi ad essere triste, come se il tuo girare e girare ti abbia riportato al punto di partenza non avendo risolto niente. è tutto lì: esattamente come l'avevi lasciato. come l'avevo vigliaccamente lasciato.

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di sabe
mi sono persa, non c'è niente da fare. c'è stato un attimo, preciso e definito, nella mia vita in cui è successo qualcosa.
bisogni e scelte. oggi un amico mi ha fatto un gran bel discorso: scorrevole e coerente.
se ti affidi ai bisogni, agisci in nome di istinti ed emozioni e sentimenti vari che in quel momento ti animano allora sei un tipo di persona è reattiva, nel senso che reagisci a delle sollecitazioni esterne. mentre, se ti affidi alle scelte, riesci a far dialogare i bisogni con un progetto più ampio: questo fa di te una persona con un certo grado di equilibrio. non è difficile intuire cosa sia io. non ho un progetto, non ho un fine o una meta, non ho un disegno, non ho un'idea: ho cambiato direzione più e più volte, a seconda di cosa più o meno influiva nella mia vita. che schifo.
ho perso tempo. tanto tempo. ho perso occasioni, perso momenti, sacrificato giornate, settimane, mesi sballottata inutilmente e ora cosa resta?
NIENTE.
non si deve per forza sbagliare per imparare. (infatti io non credo di aver imparato molto.)
non si deve per forza arrivare al nocciolo delle cose: volerle capire, approfondire, sviscerare!
non c'è sempre un perchè o una spiegazione.
ho sempre pensato che la sofferenza fosse sinonimo (in qualche misura) di profondità d'animo. invece no!
trallaltro, fosse stato così io sarei un esempio di saggezza, bontà e tutte le qualità che esistono al mondo!.. e invece sono solo io.

si. sono triste. molto triste.
la vita è una ruota che gira? allora se gira, prima o poi torna nell'esatto punto di partenza: ed è lì che sono ora (ancora.) non mi sono mossa di un centimetro. ero a schiena a terra e faccia al cielo. a terra. e lì son rimasta. la sofferenza non mi ha fatto migliorare (spero nemmeno il contrario), non mi ha fatto crescere, non mi ha insegnato nulla. non mi sono mossa.

"ma sì ma sì lo so qual era il modo esatto per riavere tutto è solo che mi persi"

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Tag: tristezza

di sabe
Domenica pomeriggio. La prima domenica di Agosto.
Non è qui che dovrei essere.
Chiudo gli occhi: mi sembra di sentire il vento che porta con se l'aria calda tipica di quest'ora (sono le 15: 18) e mi pare di essere sdraiata sotti i pini della casa al mare. Poi li apro e vedo le pale del ventilatore che girano e girano e girano, e ipnoticamente mi riportano alla realtà.
La domenica pomeriggio d'estate c'è sempre un film di jerry calà in tv: uno di quelli in cui lui è il capovillaggio che come unico scopo ha quello di non farsi beccare dal marito dell'adultera che si spupazza.. Nemmeno questo pare come ogni anno: jerry calà c'è, ma fa il muto in un film con lino banfi.
Estate strana, devo proprio ammetterlo.
Oscillo tra una sorta di calma e lo sconforto, la rassegnazione.
Scatole: c'è da procurarsi le scatole.
E non è solo la pigrizia o il caldo che mi impedisce di farlo.
Rinchiudere una vita in una scatola e riporla via. C'è uno scotch abbastanza resistente da tener tutto lì dentro?
E poi ci sono 2 case. 2 pranzi. 2 cene. 2 saluti all'arrivo e 2 alla partenza.
Ora che sono sola è tutto doppio. Doppie lacrime e doppia sofferenza? Un bel pacchetto ALLINCLUSIVE: comprese le aspirine per il mal di testa postumo.
"Doppio mal di testa? Ma no , grazie: va bene anche UNO ma mooolto forte!"
Per paura di fare, NON faccio. E' logico.
"Vuoi venire qui? Facciamo un bagno in piscina!" " Ma noo, grazie! Ho chiamato Apatia a farmi compagnia e credo che starò qui fino a sera, ormai!"

Faccio bolle di sapone e ci infilo dentro i miei pensieri.
Volano, per un pò. Poi le scoppio: le inseguo e distruggo ciò che contengono. Oppure esplodono in volo, senza alcun tipo di preavviso e mi bagnano la faccia e io resto lì, a naso all'insù con i sapone che mi sporca il viso.

Un last minute, un low cost, la grecia e gli aerei. Programmare. Divertirsi. "Ciaaao come stai? Ma sei sola??" Domande. Poche risposte. "Ho saputo che i tuoi..." " Hai preso la patente?!" "Non ti sei ancora laureata?"

Allora squisio! SQUISIO CAZZO!!!

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Tag: famiglia,sabe,saudade,tristezza,vita,domenica,firenze,malinconia

di sabe
Mi sono distratta: a volte, capita. Costa cara questa distrazione. Costa il mestessa che non so che fine abbia fatto. Parole, immagini, sogni che si infrangono ormai a ripetizione. Vite crollate, demolite, ricostruite (o per lo meno ci si prova) per poi scoprire che qualcuno alle tue spalle picconava le fondamenta e ora, crolla tutto di nuovo.

Non scrivo più tanto. Il che non vuol dire che pensi di meno.

E' che ho un letto troppo grande che nemmeno tutte le parole e i pensieri di questo fine settimana possono riempirlo.
Ho lacrime. Ne ho ancora tante e non credevo possibile.
Ho la certezza di non essere felice che, per quanto tremendo sia, è una cosa da cui partire, quando deciderò di farlo.
Mi sento molto sola nonostante fisicamente non lo sia mai. E' che io mi sono persa. Mi sono abbandonata e non so nemmeno più da quanto sia così. Non mi sforzo nemmeno di ricordare: avrebbe un senso? Ha un senso come trovare il perchè delle cose e , mentre lo dico, sorrido amaramente perchè non ci credo poi più di tanto. Ci sono ragioni inaccettabili per cui le cose accadono: ci si può opporre?
Cadi e ti rialzi: sono poi cose così consequenziali?
Sono a terra e voglio restarci perchè sono stanca di rialzarmi e di cadere ancora. Ora basta. Se è così che devo stare mi godo questa merda di periodo e non mi ci oppongo neanche. Passerà quando sarà arrivato il momento.

[...] Ma sai che c'è
che se ognuno ha il suo piccolo razzo
io devo aver perso il contatto
e adesso perdonami se
mi è rimasta soltanto
la parte peggiore di me.

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Tag: tristezza,sabe,bilancio

di sabe
Sarò breve: stare qui davanti ad una pagina bianca mi fa venire l'ansia da prestazione e in questo periodo non credo di riuscire a sopportare uno stress simile!
Venerdì sera. Casa: cena, doccia e divano. Questo il programma.
La casa è vuota. Fa quasi paura per quanto è irreale questo silenzio. Ogni tanto si sente qualche sirena e c'è quel cane che ulula e fa sembrare tutto ancor più inverosimile. Poster alle pareti a guardarmi. Mi giudicheranno? La tele accesa senza volume. Non ho voglia di sentirla parlare ma mi fa troppa tristezza spegnerla. Musica neanche a parlarne! Quella mi farebbe cadere nello sconforto totale. Fedor (da leggersi fìodor!!) mi è saltato addosso mentre mi sedevo davanti al pc: al secondo balzo era sul tavolo: non lo aveva mai fatto, almeno non in presenza di spettatori! Allora non era pura fantascienza quando lo si immaginava da solo in casa ad accendersi la tv, una sigaretta, zampe sul tavolino e relax! Bella vita (da cani!)..
Silenzio. Gli oggetti che mi circondano mi costringono a pensare. Violentano il mio cervello atrofizzato e il mio cuore ammaccato. Colpetti piccoli e ben assestati. La vita che scorre fa paura quando in un venerdì sera ti ritrovi a voler essere l'unica persona con cui voler stare e la prima da cui vuoi scappare. Momenti di debolezza. Sembrano lunghi ed estenuanti. E non importa se durante il giorno hai riso e scherzato: ora sei lontana da tutto e da tutti e ciò che vuoi è sprofondare in un pianto liberatorio, che ti aiuti a buttar fuori quello che ti impedisce  -quasi- di respirare!
Però impari. Consolazione. Impari che 4 carciofi sono troppi per una persona. Ma non è poi un grande insegnamento per una che non ha mai avuto uno spiccato senso della misura.

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Tag: sabe,tristezza,vita,venerdi,soundtrack

di sabe
in giorni come questo penso che mi piacerebbe tanto tornare a quando vivevamo tutti sotto lo stesso tetto. a quando i problemi erano come far passare il pomeriggio dopo i compiti. credo che l'ultimo anno che ricordo veramente felice sia quello della quarta elementare. ci siamo trasferiti in casa nuova, ora una casa abitata da fantasmi di un passato per niente piacevole, e nacque mio fratello, percui sì, io avevo 10 anni e facevo la quarta elementare. mi ricordo di pomeriggi assolati e questo odore di nuovo ovunque. erano vivi anche i nonni (ancora per poco) e i miei genitori erano ancora insieme. mia sorella era già seria nei suoi 11 anni e mio fratello il giocattolino da spupazzarsi appena possibile. e poi di colpo (di colpo un corno!)  qui. in un pomeriggio grigio, circondata da scrivanie vuote e con il cuore e gli occhi gonfi. certe volte sembra che non ci sia nessun buon motivo per fare neanche un sorriso. e no. non mi piango addosso. piango e basta, quando posso. e anche quando non posso.
dico solo che la vita che vivo non avrei mai potuto immaginarmela a 10 anni. che tutta quella luce che filtrava in quel salotto e che ho sempre sentito scaldarmi dentro, quasi non riesco a ricordarla. devo sforzarmi. e ne ho vissute di cose belle. tante, tantissime. non dico assolutamente il contrario. è che sto cattivo tempo non ci voleva. tutto qui. mi sento quasi costretta a star così: in sintonia con le condizioni climatiche.

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Tag: sabe,vita,tristezza

di sabe
tornata. da dove? mmah, in realtà da nessuna parte nello specifico e allo stesso tempo, da molto-molto lontano!
la mia parte riflessiva e nostalgica mi aveva momentaneamente lasciata, per tornare all'improvviso durante una telefonata serale.
"è  che niente è cambiato anche se tutto è diverso."
è inutile far finta di non pensare alle cose, illudersi che la realtà sia solo quella che quotidianamente vedi con i tuoi occhi e senti con le tue orecchie.
la distanza è sufficientemente grande per impedirmi di sapere come siano determinate cose, eppure basta una sera un pò fiacca, la penombra in una stanza e una voce dall'altra parte della cornetta (chi chiama ancora cornetta il ricevitore del telefono.. CELLULARE poi!) per far andare in frantumi la corazza di apparenza e tranquillità manifesta che si era venuta a creare , anche un pò, a tua stessa insaputa.
mi domando quante volte ho pensato di aver raggiunto il limite di sopportazione in questi 26 anni, e quante volte la vita stessa mi ha prontamente smentita! sono sempre andata oltre!
le cose non sono più le stesse. le voci si fanno stanche e i toni si abbassano. il tempo delle urla e della rabbia pare lasci solo strascichi di quello che è stato: lontani echi che vanno a perdersi. e ancora non capisco il mio ruolo all'interno di questo sceneggiato! che poi a me nemmeno piace recitare, anzi! sono inadatta ad esibirmi sapendo di dover affrontare gli sguardi del pubblico. forse per questo mi sento l'attore da panchina, quello che entra in scena quando l'attore vero deve essere sostituito per improvvisa indisposizione! e per  questo mi sento sempre sul limite di quel tendone rosso (rosso per chi guarda: dal mio lato è sempre NERO!) sono lì e aspetto che da un momento all'altro qualcuno mi dia uno spintone e midica: vai tocca a te! è il tuo momento!! e puntualmente non tocca mai a me. e aspetto. che casino. ho fatto un sano mix di pensieri nonsense! è che il mio ruolo è quello che ho scelto io, me ne assumo le responsabilità! ma forse potrei improvvisare ed entrare a recitare un monologo, o solo mettere alla prova le capacità di improvvisazione dei miei compagni di palcoscenico!! sai che ridere?? e mentre sono lì che cerco di decidermi qualcuno mi ha preceduto: di un soffio, di un attimo: uno sbatter di ciglia, et voilà!
uff! io della vita non ci capisco niente. genitori, genitori-figli, rapporti sociali, rapporti umani, aMMore, amicizia, lavoro.. (lavoro? FANCULO!!!!!!)

[...] Vorrei morire a questa età
vorrei star fermo mentre il mondo va [...]

[doverosi aggiornamenti: ho un nuovo buco: e 3! mi dona. a mio modesto parere (!). praticamente NESSUNO si è accorto della novità e hanno tutti esordito dicendo: a ma non ce l'avevi già? oppure: forse ti starebbe bene un piercing più grande! (anche no! non sono mica una vacca da riempire con orecchini e gioielli vistosi e rumorosi!!)
andrea, alias andy flagman è tornato sul palco e per chi volesse sentirlo suonare live (e ne vale la pena!) al loonees il venerdì (apre le danZe), o al  bebop il lunedì allnightlong!
la motorella (parte seconda) a meno che non sia un caso di morte apparente, mi ha lasciata! pace all'anima (de li mortacci!) sua! AMEN
mi piace l'ultimo dei baustelle (ma va? eppure le citazioni erano così vaghe!)
sono curiosa di sentire la prossima barzelletta di berlusconi, dopo la richiesta di intervento dell' ONU in appoggio alla moratoria sull'aborto (questione imprtante, senza dubbio, ma.. STICAZZI: è necessaria l'onu? allora si fa una bella seduta spiritica e si contatta nostradamus per una consulenza velove veloce, poi si va a paperopoli a cercare Paperinik e, dato che siamo di strada, SuperPippo e le sue arachidi magiche! anche doctor house , però, potrebbe dire la sua, ora che ci penso!)
ultimo, ma non meno importante: qualcuno metta su youtube la puntata di quellicheilcalcio dove per ospite(i), e che ospite(i), c'era(no) Rocco!!! sono disposta a pagare caro! -sono come i tori quando vedono rosso, quando sento Rocco!- ]

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di sabe
le aspettative acuiscono ulteriormente le delusioni.

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Tag: tristezza

di sabe
e la domenica inizia con la partenza verso casa. i miei mi danno un passaggio a firenze: la macchina è di mia sorella ma la guida mio padre, che lei ha ancora gli occhi mezzi chiusi. nonostante questo riescono a litigare perchè lei trova pecche nella guida di lui, proprio come lui le trovava in lei quando le insegnava come stare al volante. stessa storia: ruoli invertiti.
e non è l'unico ribaltamento di fronti a cui assisto: fin'ora quella lontana era io, quella da lascaire sotto la pioggia scrosciante che confondeva bene le lacrime nel vederli andare via e vedere mia madre che continuava a fare ciaociao con la mano fino a che riuscivo a vederla sparire inghiottita dal traffico. poi salire le scale, infilare al chiave nella porta e chiudersela dietro cercando di ricacciare il magone giù infondo dove non può far male. sono una malinconica: che ci posso fare?
Questa volta tocca lui, al piccolo di casa. Piazzale Roma, punto da cui i traghetti partono ed arrivano e in cui ci si saluta o con un gran sorriso che ti fa tirare la pelle del viso, o con i goccioloni pronti a cadere.. La situazione è la seconda, ma come fai ad essere seria te che trovi del ridicolo anche nel prete che benedice la bandieradelprimocorso o nel cadetto che sviene nelle rose spinose per il caldo soffocante del sole ed una divisa che ètroppoprestoperindossare?!? Eppure lo fai, perchè il momento pur richiedendo che qualcuno sdrammatizzi, è di quelli toccanti che vuoi vivere fino in fondo anche se sai che a una malinconica come te non fa bene. Gli schiocchi un bacio sulla guancia, come hai fatto da che si è svegliato a che siete saliti in macchina...


e lo guardi: bello, bellissimo con quegli occhioni verde scuro, il naso a patatina ma con una giusta curva che lo tira un pò in su e quelle labbra carnose... Si: decisamente mi somiglia, è mio fratello! La differenza è che lui indossa una divisa (16 e una divisa), e sembra un uomo. Dritto e fiero che si regge lo spadino con la mano sinistra fasciata in un guanto nero, lo sguardo nascosto all'ombra del cappello bianco... Ma lo vedi comunque, lo capisci da come serra le bocca che sta vivendo la stessa forte emozione che silenziosamente e intimamente stiamo provando tutti. Allontanarsi e voltarci ogni pochi passi, fino a che non ti vediamo parlare con un turista che ti chiede informazioni (probabilmente) e tu alzi lo sguardo e  cerchi di nuovo noi e sorridi scuotendo la testa perchè non ne puoi più di fare l'ufficioinformazioni... La mamma continua  a fare ciaociao e ora rivedo al scena di sette anni fa da un altro punto di vista. Avere venticinque anni e vederte tuo fratello sedicenne-uomo e non capire. E d' improvviso non aver più voglia di dire cazzate e fare il giullare ma sperare solo che la macchina vada veloce e che tu non ti senta solo come mi sento ora io dopo essere stata per un giorno, dinuovo, figlia e sorella e clown... Forse mio padre e mia sorella discutono solo per riempire il vuoto di parole che invade l'abitacolo; per pretesto e per esigenza di copione.. mia madre è silenziosa e tira su col naso e io non so.. non so se il mio mento trema vistosamente o è solo una mia sensazione. E ti mando un messaggio e ti dico che mi manchi, anche se tra fratelli non ce lo diciamo mai.. almeno non io! io scherzo troppo per avere momenti di serietà e forse questa è la mia forza e la mia colpa allo stesso momento.

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Tag: famiglia,tristezza,cambiamenti,vita

di sabe
oggi è il 16.
non me ne sono dimenticata. e non ti ho dimenticato.
lacrima ancora.

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Tag: tristezza,vita
Tag tristezza

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